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Nel regno dell’oscuro signore Nartum

Nartum Music Projects nasce a Cassano delle murge dalla mente di Saverio Giove alias “Nartum”. La denominazione raccoglie tutti i progetti musicali dell’artista, che spazia nei generi del Black Metal, del Pagan/Viking e del Folk/Ambient.
Nel 2008 nasce Ymir, con il primo demo del progetto, Hrìmthursar. Nel 2011 fa il suo primo ingresso Valtyr, proposta viking metal dalle influenze Falkenbach e Moonsorrow. Nel 2013 debutta l’ultima fatica, Emyn Muil, progetto dedicato all’universo tolkieniano, vicino al sound dei Summoning.


Ciao Saverio, dicci due parole per presentarci “Nartum Music Project”.
Ciao a te Daniele, Nartum Music Projects nasce nel 2008 un po’ per gioco, un po’ per hobby, in concomitanza dell’uscita del mio primo demo di Ymir “Hrimthursar” e dalla volontà di creare un portale, o meglio, una sorta di “contenitore” nel quale presentare tutti i miei progetti, spaziando nei generi a cui sono più affezionato. Da quando ho avuto i primi riscontri positivi da parte del pubblico e della stampa ufficiale con il demo di Ymir ho voluto dedicarmi alla creazione di altri progetti, ognuno dei quali rappresenta una parte di me legata ad un particolare genere, come il Black Metal (per essere più specifici: epic, space-ambient, raw-depressive, old school), il Viking Metal (e derivazioni folk e black), e il Folk acustico/Ambient.

C’è un progetto dei tre al quale sei legato maggiormente?
Come ho detto prima, ogni progetto, rappresenta una parte di me in chiave musicale, per cui diciamo che non ho delle particolari preferenze. Senza dilungarmi troppo in ragionamenti filosofico/esistenziali che risulterebbero alquanto noiosi (e dovrei farne per ogni progetto!), forse posso dire che Emyn Muil è quello che in qualche modo lega tutti i generi che tratto.
Oltre a Ymir, Valtyr ed Emyn Muil ho intenzione di creare altri 2 progetti, dopodiché mi fermerò e, in base ai periodi e al tempo, deciderò di dedicarmi ai successivi album di un progetto piuttosto che un altro. Di certo non andranno di pari passo.

Parlando delle influenze musicali che hanno via via plasmato il tuo modo di fare musica, puoi nominarci almeno un esponente di ogni sottogenere che hai elencato (Black, Viking e Folk Acustico)?
Anche più di uno! Allora per il Black le influenze vanno sicuramente su Darkthrone, Burzum, Nargharoth, primi Ulver, Vinterriket, Isengard e bands di non facile ascolto come Drowning the Light, Mutiilation e Paysage d’Hiver. Poi chiaramente ci sono i Summoning e i più recenti Caladan Brood per quanto riguarda il filone epico.
Per il Viking non posso non citare Falkenbach, Kampfar, Moonsorrow, Menhir, Arathorn, Storm, Otyg e bands come Nerthus e Furthest Shore, che forse non tutti conoscono. Per il Folk posso certamente citare Of the Wand and the Moon per quello Acustico, e Wardruna per quello Ambient.

Ecco, appunto parliamo di Emyn muil; Maneggiando il tuo lavoro non possiamo non notare l’impronta Tolkieniana che gli hai dato, una ennesima dimostrazione della vitalità della letteratura del maestro del Fantasy. Hai da aggiungere un tuo pensiero sull’argomento? Ed in genere sul rapporto musica-letteratura nel metal?
Si esatto, con questa prima release ho voluto focalizzare l’attenzione su una delle più coinvolgenti storie della letteratura tolkeniana, “I Figli di Hùrin”. Non conosco altre bands che abbiano trattato per intero questo romanzo, ma il personaggio di Tùrin è uno tra i più affascinanti, con una storia triste e allo stesso tempo epica. E leggendo il romanzo mi sono talmente immedesimato che ho sentito l’esigenza di dare il mio contributo a un grande Maestro come Tolkien, e voglio continuare questa strada anche per le release future, concentrandomi sempre sulle vicende del Beleriand.
Sul rapporto musica-letteratura nel metal ritengo che il genere fantasy venga associato troppo spesso al Power Metal o all’Heavy, in alcuni casi non rispecchiando la natura stessa di un romanzo. Poi è chiaro, molto dipende dalla sensibilità di ognuno, e da come vive una storia. Io tendo sempre a vedere il genere epico fantasy in una prospettiva più matura e “dark”, e, nel caso del libro “I Figli di Hurin” (e onestamente mi viene un serio ribrezzo se penso a questo romanzo in salsa power…), ritengo sia una storia tutt’altro che spensierata e per un giovane pubblico, come può esserlo per esempio “Lo Hobbit”. E quindi per me viene naturale usare invece il genere Black per trasporre meglio le suggestioni dalla carta stampata alla musica.

I tuoi progetti si configurano come one-man-bands, ci sono delle motivazioni dietro? Non hai mai pensato di creare bands con altri musicisti?
Si diciamo che le motivazioni sono molteplici, ma quella più importante è il fattore indipendenza: ho sempre sostenuto l’idea di essere autonomo nell’elaborare tutte le fasi che compongono un progetto musicale, dalla registrazione alla pubblicazione. Ciò mi concede ampia libertà nel decidere tutti gli aspetti del progetto, senza dover rendere conto delle esigenze altrui (molto spesso difficili da accontentare) o scadenze imposte da etichette tradizionali. Anche per la pubblicazione posso fare affidamento ai distributori digitali o ancora meglio alle mie “mani”! Infatti, essendo anche un grafico, posso occuparmi di tutta l’immagine che c’è dietro un progetto, e con l’uscita di Emyn Muil ho deciso di realizzare dei digipak interamente a mano, in numero limitato chiaramente. Insomma, per farla breve, chi fa da se fa per tre, e al momento sembra funzionare, certo, è un dispendio di energie e tempo non indifferente, ma alla fine la soddisfazione ripaga.

“Tùrin Turambar Dagnir Glaurunga” continua infatti a ricevere apprezzamenti soprattutto all’estero, come ho anche potuto constatare personalmente notando l’album nello store web della Napalm Records. Puoi aggiornarci sulle ultime novità del progetto?
L’unica novità importante è che il progetto da ottobre è sotto etichetta Northern Silence Production, che ne ha realizzato una distribuzione limitata di 900 copie in digipak di 8 pagine, ed è in programma anche uno split con i Caladan Brood. Ora sto lavorando su delle nuove tracce sia per lo split che per la nuova release.

Riguardo le influenze musicali presenti nella tua musica, nominaci un esponente di ogni sottogenere che hai elencato.
Anche più di uno! Allora per il Black le influenze vanno sicuramente su Darkthrone, Burzum, Nargharoth, primi Ulver, Vinterriket, Isengard e bands di non facile ascolto come Drowning the Light, Mutiilation e Paysage d’Hiver. Poi ci sono i Summoning e i più recenti Caladan Brood per quanto riguarda il filone epico. Per il Viking non posso non citare Falkenbach, Kampfar, Moonsorrow, Menhir, Arathorn, Storm, Otyg e bands come Nerthus e Furthest Shore. Per il Folk posso citare Of the Wand and the Moon per quello Acustico, e Wardruna per quello Ambient.

Molto Bene, questo discorso è molto interessante ma, dobbiamo per motivi di spazio essere sintetici, quindi ti chiedo quali sono i tuoi hobbies e passioni al di fuori della musica, e se anche le tue composizioni sono influenzate da questi fattori per così dire Esterni.
Beh, non posso certo nascondere di essere un giocatore incallito di RPG! Soprattutto della saga di Elder Scrolls. Esclusivamente single-player ben inteso. Amo immedesimarmi nella storia, cosa che in un gioco online non riuscirei a fare. Oltre ai games sicuramente mi piace disegnare, e realizzare oggetti in cuoio. Per un po’ ho preso parte ad alcune rievocazioni storiche in Puglia ed Emilia Romagna, e mi dilettavo a realizzare da me tutti gli accessori, inclusa un armatura a piastre!
Se le mie composizioni sono influenzate da questi fattori? Beh, direi proprio di si! E’ tutto collegato eheheh.

Caro Saverio, dobbiamo purtroppo salutarci, è stato un piacere conversare con un attivo esponente della scena per così dire mediterranea del metal estremo “epico”.
Grazie a te per avermi dato questa opportunità, è sempre un piacere poter condividere interessi in una terra, quella di Puglia, carente di esponenti del genere.

(Túrin Turambar Dagnir Glaurunga)

Discografia:

Emyn Muil
2013 Túrin Turambar Dagnir Glaurunga

Valtyr
2011 Verinen Saagat

Ymir
2008 Hrímþursar (Demo)
2010 Tumults in the Absence

Daniele “Blackthunder” Milano

I Korpiklaani, Folk-metal a tutta birra.

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(I Korpiklaani in una foto d’archivio. Circa 2012)

La terra tappezzata di laghi e sommersa dalle foreste chiamata Finlandia, da sempre evoca l’idea della natura selvaggia popolata dagli spiriti degli elementi. Questi ultimi rappresentano e personificano fenomeni come i tuoni, le pioggie, ed in genere ogni forza naturale che provoca nell’uomo timore. In questa terra di cantastorie e di poesia, alla metà degli anni ‘90 un giovane proveniente dalla città di Lahti, Jonne Jarvela, all’epoca componente degli Shamaani Duo, decise di fondare un nuovo gruppo chiamato più semplicemente Shaman, cioè sciamano. Non sapremo mai i motivi che lo spinsero a fare questa scelta, forse erano semplicemente finiti i tempi delle serate spensierate passate all’hotel live-club lappone “Hullu Poro” (letteralmente “renna pazza”), cantando e suonando in compagnia di Maaren Aikio.

Così fu che, con la nascita degli Shaman, iniziò l’avventura di quella band che di lì a poco sarebbe divenuta celebre sotto il nome di Korpiklaani, il clan della foresta. La miscela di suoni che venne fuori da questa idea di Jonne conteneva melodie folk finniche, sonorità metal e joik, cioè una forma di canto tradizionale sami: all’epoca si parlò addirittura di joik metal. Tuttavia l’avventura di questi giovani cominciò con l’arrivo del violinista Hittavainen, il batterista Matti, il bassista Arto, il chitarrista Toni e il percussionista Ali. Questa formazione, al completo nel 1999 diede alle stampe il primo album: Idja seguito dopo tre anni da Shamaniac uscito nel 2002.
È in questo preciso momento che i nostri cambiarono il nome della band, che con l’arrivo di ben due componenti, diede anche una svolta al suo sound. Con Matti Johansson alla batteria e Jarkko Aaltonen al basso le sonorità si fecero leggermente più pesanti, con una presenza maggiore degli strumenti folk. L’album Spirit of the Forest del 2003 ad esempio presentava una maggiore preponderanza del violino di Hittavainen.

Successivamente, nel 2005 usciva Voice of Wilderness che vide l’arrivo del fisarmonicista Juho e del secondo chitarrista Cane. In questa nuova fase le sonorità folk cominciarono a venir fuse con la humppa, una sorta di polka finlandese da cui avevano attinto anche i Finntroll (con cui peraltro il cantante Jonne ha collaborato nell’album Jaktens Tid). Il quinto album dei Korpiklaani, Tales along this Road, fu pubblicato nel marzo 2006, l’anno della consacrazione della band, in quanto nell’agosto dello stesso anno i nostri parteciparono al Wacken Open Air in Germania.

Venendo agli anni recenti, notiamo come l’attività della band si sia davvero intensificata intorno al 2007, con la pubblicazione di un album all’anno fino al 2009. Infatti Nel luglio 2007 è uscito il loro sesto album, Tervaskanto e nel marzo 2008 venne pubblicato Korven Kuningas, stavolta non più sotto l’etichetta Napalm Records bensì per la Nuclear Blast. Al 2009 risale la pubblicazione dell’ottavo album Karkelo, dal quale è stato estratto il singolo Vodka. Dopo l’ uscita di Ukon Wacka nel 2011, per motivi di salute il violinista Hittavainen ha lasciato la band e viene sostituito da Tuomas Rounakari. L’ultimo album della band chiamato Manala è uscito nel 2012, esso ha preceduto di un anno un altro addio, quello del fisarmonicista Juho.

Concludendo la nostra breve cronologia segnaliamo come la band sia stata una realtà seminale per il genere che fa dell’attitudine festaiola la sua prerogativa principale. Basti pensare all’enorme influenza che ha esercitato ed esercita tutt’ora la band di Jonne sulla giovanissima scena d’oltrecortina.

Albums:
1996 – Hunka Lunka (come Shamaani Duo)
1999 – Idja (come Shaman)
2002 – Shamániac (come Shaman)
2003 – Spirit of the Forest
2005 – Voice of Wilderness
2006 – Tales Along This Road
2007 – Tervaskanto
2008 – Korven Kuningas
2009 – Karkelo
2011 – Ukon Wacka
2012 – Manala

Daniele “Blackthunder” Milano